V-Day

25 Luglio 2007

 

Dal blog di Grillo:

“C’è un’atmosfera da otto settembre. La politica sente l’odore del tornado che sta arrivando. Si sta preparando. L’Italia ha avuto la sua occasione per cambiare nel 1992. L’ha fallita. Hanno vinto le lobby, le cosche, le mafie.  La seconda repubblica è morta in culla. Dopo le stragi mafiose in tutta Italia e la morte di Falcone e Borsellino è finito tutto. Il 61 a 0 dei seggi di Forza Italia in Sicilia è ineguagliabile, neppure Ceaucescu in Romania c’era riuscito. Pax mafiosa, pax da inciucio, pax piduista, pax confindustriale, pax sindacale.

Craxi latitante e il suo protetto presidente del consiglio.  La sinistra che lo applaude durante il suo congresso. La svendita dei beni dello Stato, dalla telefonia, alle autostrade, all’acqua. L’annullamento dei diritti dei lavoratori. Pregiudicati al vertice delle grandi aziende. Pregiudicati in Parlamento. Il tornado gira, gira. Il suo odore è quello del legno marcio, della corda, di grandine e di pioggia densa. L’Italia è una pentola a pressione, se salta questa volta si porta dietro tutti. Forse anche lo Stato nazionale.E i nostri dipendenti? Giocano a nascondino. Cercano sempre di non farsi beccare. Una legge via l’altra, come le ciliege, per non farsi condannare, per non farsi intercettare, per non farsi pubblicare le intercettazioni, per farsi prescrivere, per indultarsi. Più che politica sembra guardie e ladri.

Un venticello, diciamo una premonizione, mi dice che altre intercettazioni sono alla porta. L’estate sarà molto calda. Poi verrà settembre e il Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare”.

L’otto settembre ci sarà in tutta Italia la raccolta di firme organizzata dai gruppi dei Meetup di tutta Italia e dalle associazioni che vorranno aderire a favore della legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito. 

I tre punti della proposta sono:

1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.

2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

- Sito ufficiale del V-Day italiano;

- Gruppo fotografico su flickr;

- Grillo a Radio2 sul V-Day: prima parte, seconda parte.


Petizione per la libertà di parola

24 Luglio 2007

Su iniziativa di Vincenzo Di Biaggio, alla luce di quello che è successo a Piero Ricca, è nata una petizione per la libertà di parola.  

Tale petizione chiede 2 cose:  

1) la depenalizzazione del reato d’opinione;

2) e che non si oscuri/sequestri un sito internet personale/blog in caso di denuncia fino alla decisione di un giudice per la colpevolezza delle dichiarazioni.

La petizione riconosce altresì che i contenuti di uno spazio personale o un blog  sono vere e proprie manifestazioni di libero pensiero e che come tali vengano trattate.

Link alla petizione: http://www.petitiononline.com/proliber/petition.html


Festa Idv a Marina di Massa

24 Luglio 2007

Per tutti gli interessati si comunica che in Toscana si terrà la 1° Festa Regionale dell’Italia Dei Valori - dal 19 al 22 Luglio 2007 a Marina di Massa - v.le della Repubblica (zona “Ronchi”).

Durante la festa si svolgeranno degli incontri-dibattito con i seguenti ospiti:

[20-07-2007]: On. Leoluca Orlando (IDV), On. Sandro Bondi (FI), On. Altero Matteoli (AN), Claudio Martini (Presidente Regione Toscana - DS);

[22-07-2007]: Sergio Rizzo (Autore libro “La Casta”), On. Silvana Mura (IDV), On. Gennaro Migliore (PRC), On. Elisabetta Gardini (FI), Roberto Zaccaria (ex Presidente RAI).Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.


Nuovo Sondaggio

17 Luglio 2007

Indice di gradimento: nuova rilevazione mensile di Ipr Marketing pubblicato sul sito di Repubblica (sondaggio precedente del 12/6).

Partiti politici: l’ Italia dei Valori si porta al 4° posto dietro i big della politica e davanti ad importanti partiti quali: PD, Margherita, UDC, RC.

Il Presidente del Partito e Ministro Antonio di Pietro conquista la vetta in solitario.

Questo è il risultato della nostra coerenza di partito e delle lotte che conduciamo giornalmente; in questo panorama politico le nostre posizioni sono apprezzate e riconosciute dalla gente, alla quale affidiamo il giudizio critico del nostro operato.

Ci rivolgiamo a tutti coloro che vogliono, non solo parole, ma fatti concreti e coerenza di vedute.


Scuola di formazione politica

10 Luglio 2007
A settembre avranno inizio le attività della Scuola.

[Acquasparta – Palazzo Cesi]: 2 - 4 settembre 2007/question time con i parlamentari idv 

Sessioni e argomenti:

1) prima sessione:

italia dei valori ed il sistema politico; le riforme istituzionali. 

2) seconda sessione:

rapporti internazionali; diritti civili e pari opportunità. 

3) terza sessione:

quale sviluppo fra innovazione, ambiente e solidarietà; formazione e ricerca tra meriti e bisogni. 

4) quarta sessione:

etica e politica; legalità e sicurezza. 

Questo il programma: 

2 settembre 2007 

arrivo nel pomeriggio e sistemazione in ostello/cena in ostello/per il dopo cena “midnight beer – momento informale di musica, politica e … ”

3 settembre 2007 

09.30 inizio lavori ed introduzione di Leoluca Orlando

10.0012.30 question time

13.00 pranzo in ostello

16.0019.00 question time

20.00 cena in ostelloper il dopo cena “midnight beer – momento informale di musica, politica e … ”  

4 settembre 2007 

9.3012.30 question time

13.00 pranzo in ostello

15.0016.30 question time  

(da definire l’intervento del presidente Antonio Di Pietro) 

per maggiori informazioni, clicca qui.


Infortuni sul lavoro

2 Luglio 2007

Il gruppo dell’Italia dei Valori di Terni ha analizzato attentamente un fenomeno che non fa onore nè alla Regione (Umbria) nè all’Italia.

Data la complessità dell’analisi (e del tema), abbiamo scomposto la relazione in tre post (I, II, III). Qui sotto troverete tutti e tre i post. Buona lettura.


Infortuni sul lavoro (I parte)

2 Luglio 2007

L’Umbria è la Regione dove gli infortuni sul lavoro rappresentano la percentuale più elevata del Paese.

Nel 2006 si sono verificati in Umbria 18832 infortuni sul lavoro, con un calo del 3,6% rispetto al 2005, mentre gli incidenti mortali sono stati ben 26; nei primi tre mesi dell’anno 2007 si sono già registrati n° 10 morti.

Più in generale, in Italia, nel periodo 2003-2007 i morti sul lavoro sono stati 5252, ovvero un morto ogni 8000 addetti con un costo per la collettività di 50 miliardi di euro l’anno.  

Nel dato nazionale confluiscono anche i dati relativi ai decessi avvenuti a causa di infortuni stradali. Ovvero sia quelli denominati “in itinere” che riguardano gli incidenti stradali nei percorsi casa-lavoro, che quelli relativi ai lavoratori del settore dei trasporti ovvero di coloro che sulla strada svolgono il loro lavoro ordinario; attività, quella dell’autotrasporto, dove il rispetto delle regole contrattuali sugli orari di lavoro e le misure di tutela esistenti possono essere facilmente eluse. In questo settore il sistema dei controlli dovrebbe essere più incisivo ed effettuato in sinergia tra ispettorato del lavoro, polizia stradale e carabinieri, anche e soprattutto con controlli notturni o nelle prime ore del mattino.  
L’edilizia si conferma, comunque, il settore a più alto rischio, visto che poco meno del 70% dei lavoratori perdono la vita per caduta dall’alto di impalcature; segue il settore dell’agricoltura per ribaltamento del trattore. 

Le cause più ricorrenti, oltre a quelle illustrate, sono una generale scarsa conoscenza delle macchine, assuefazione ai rischi, ovvero ripetitività dei gesti, la banalizzazione dei comportamenti di fronte al pericolo, la sottostima dei rischi, il mancato rispetto delle procedure, l’aumento dello stress dovuto a turni spesso massacranti, una formazione e cultura della sicurezza, in particolare quest’ultima, quasi inesistente a tutti i livelli: imprenditori, tecnici e maestranze.


Infortuni sul lavoro (II parte)

2 Luglio 2007

Stante il quadro sopra descritto, non certo edificante, riteniamo importante formulare una prima considerazione, che non è certamente determinante o risolutiva, ma molto  significativa 

Il problema delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro non è più un argomento ed una problematica sociale di cui si parla solo per atto dovuto il giorno del primo maggio, ma, grazie soprattutto ai continui richiami del Presidente della Repubblica, tale grave fenomeno per un paese civile è stato posto in maniera rilevante all’attenzione delle più alte cariche dello Stato, ivi compreso il competente Ministro del Lavoro.

Tale risultato rappresenta senza dubbio un “aiuto” importante sul piano della sensibilizzazione diffusa al problema dalla quale scaturisce una costruttiva consapevolezza collettiva delle inaccettabili dimensioni del fenomeno ed una volontà di tutti di invertire un trend negativo.Nel merito, le forze politiche e sociali attraverso approfondimenti seri e complessivi dovranno elaborare strategie ed interventi efficaci, al fine soprattutto di far realmente e puntualmente applicare le norme già esistenti, in attesa del varo definitivo del più volte preannunciato “Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Riteniamo infatti che le norme già esistenti nel nostro Paese, se applicate in maniera rigorosa da tutti i soggetti coinvolti, possano già per se stesse essere sufficienti a gestire in maniera efficace tale materia per raggiungere l’obiettivo minimo di una notevole riduzione del fenomeno.

Pensiamo alla 626/94, una norma che ha recepito varie direttive europee che coinvolge e responsabilizza nella prevenzione degli infortuni non solo l’impresa esecutrice, ma più soggetti quali i responsabili del servizio di prevenzione e protezione interni ed esterni, i preposti, i progettisti, i fabbricanti, gli installatori, senza dimenticare la figura del medico competente. Nel settore dell’edilizia, che è quello dove si verificano maggiori infortuni sul lavoro, spesso mortali, sono vigenti norme datate, ma comunque ancora valide, quali Dlgs 165/56 e il Dlgs 547/55, ma soprattutto strumento che consideriamo molto efficace, sono le norme contenute nel Dlgs 484/96, che vede coinvolti nella gestione della sicurezza sui cantieri edili soggetti che, se ciascuno svolgesse puntualmente il ruolo che la legge gli impone, si garantirebbe un controllo a 360°.

Tale norma, come è noto, vede coinvolti in connessione stretta tra loro, i committenti con responsabilità in vigilando, le ditte appaltatrici, i coordinatori in fase di progettazione ed esecuzione, i lavoratori autonomi ed anche i lavoratori stessi. Sarebbe sufficiente che ciascuno dei soggetti utenti si attenesse al rispetto degli obblighi che la legge impone per ottenere un buon risultato in termini di sicurezza. Nota dolente alla parziale applicazione della predetta norma è relativa alla parte documentale prevista quali Piani operativi di sicurezza e coordinamento, che vengono redatti per evitare provvedimenti sanzionatori ma, a leggere le percentuali, sembrano restare nei cassetti.


Infortuni sul lavoro (III parte)

2 Luglio 2007

L’Italia dei Valori è convinta che per ottenere un buon risultato, sarebbe sufficiente mettere in atto le strategie necessarie affinché i soggetti, che le varie norme coinvolgono, svolgano puntualmente i propri compiti e che i documenti tecnici che la legge stessa prevede diventino effettivi strumenti di lavoro e non solo carte da esibire agli organi preposti per evitare pesanti sanzioni di natura generale. 

Riteniamo inoltre che occorra evitare assolutamente il proliferare e l’esercizio di quelle ditte edili che operano non rispettando le regole determinando, così, situazioni di lavoro nero, turni massacranti di lavoro, risparmio sulla messa in opera di spese provvisionali di prevenzione infortuni, che spesse volte sono frutto della logica degli appalti al massimo ribasso, una logica che non è più accettabile in quanto l’imprenditore pur di assicurarsi il proprio profitto può solo risparmiare sulla manodopera e sulla sicurezza. 

Il Decreto Bersani n° 223/06, all’art. 35, al fine di evitare la persistenza di imprese subappaltatrici irregolari, prevede la responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti del subappaltatore per il pagamento di ritenute fiscali ed oneri sociali INPS ed INAIL con Sanzioni Amministrative per l’appaltatore in caso di inosservanza da € 5000,00 ad € 200 000,00. 

Tale strumento, che assieme alla obbligatorietà del DURC, rappresenta un ottimo deterrente al proliferare di ditte irregolari, non è ancora reso esecutivo in quanto non è stato ancora pubblicato il previsto decreto attuativo. L’IDV, anche a livello Governativo, ne richiede la più sollecita attuazione. 

La considerazione finale del Gruppo Tematico dell’IDV che ha lavorato su questo importante problema è che non si tratta di disegnare una mappa delle priorità verso le quali rivolgere lo sguardo, né ricercare ulteriori strumenti legislativi, salvo la necessità di addivenire al più presto alla redazione del “Testo Unico sulla sicurezza”; ma che sia  sufficiente impegnarsi a diffondere una cultura della sicurezza, oggi quasi inesistente, attraverso la formazione diffusa degli addetti ai lavori: tecnici, imprenditori, lavoratori, al fine di fornire modalità ed organizzazione del lavoro tali da fare in modo che il lavoro eseguito per mettere in atto le prescritte misure di sicurezza debba essere considerato parte integrante della modalità di realizzazione dell’opera e non semplicemente qualcosa da fare extra solo per dare una parvenza di regolarità per evitare sanzioni. 

È dimostrato che adottare una modalità di lavoro che preveda nel contesto anche l’attività da dedicare alla sicurezza, non ha tempi significativamente diversi da quella che non tiene conto di tale importante attività. Accanto a tale attività di cultura generale devono necessariamente essere messi in atto controlli da parte degli enti preposti ASL e ispettorato del lavoro che siano sistematici ed efficaci; tali controlli, oltre ad avere una funzione di repressione, saranno soprattutto utili come strumento di deterrenza. 

Se si sa che c’è chi controlla, ci si mette in regola.  

Far funzionare quello che già abbiamo è già di per sé una grande azione preventiva ed è quanto l’IDV intende promuovere sia a livello Regionale che Nazionale.