Infortuni sul lavoro (III parte)
L’Italia dei Valori è convinta che per ottenere un buon risultato, sarebbe sufficiente mettere in atto le strategie necessarie affinché i soggetti, che le varie norme coinvolgono, svolgano puntualmente i propri compiti e che i documenti tecnici che la legge stessa prevede diventino effettivi strumenti di lavoro e non solo carte da esibire agli organi preposti per evitare pesanti sanzioni di natura generale.
Riteniamo inoltre che occorra evitare assolutamente il proliferare e l’esercizio di quelle ditte edili che operano non rispettando le regole determinando, così, situazioni di lavoro nero, turni massacranti di lavoro, risparmio sulla messa in opera di spese provvisionali di prevenzione infortuni, che spesse volte sono frutto della logica degli appalti al massimo ribasso, una logica che non è più accettabile in quanto l’imprenditore pur di assicurarsi il proprio profitto può solo risparmiare sulla manodopera e sulla sicurezza.
Il Decreto Bersani n° 223/06, all’art. 35, al fine di evitare la persistenza di imprese subappaltatrici irregolari, prevede la responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti del subappaltatore per il pagamento di ritenute fiscali ed oneri sociali INPS ed INAIL con Sanzioni Amministrative per l’appaltatore in caso di inosservanza da € 5000,00 ad € 200 000,00.
Tale strumento, che assieme alla obbligatorietà del DURC, rappresenta un ottimo deterrente al proliferare di ditte irregolari, non è ancora reso esecutivo in quanto non è stato ancora pubblicato il previsto decreto attuativo. L’IDV, anche a livello Governativo, ne richiede la più sollecita attuazione.
La considerazione finale del Gruppo Tematico dell’IDV che ha lavorato su questo importante problema è che non si tratta di disegnare una mappa delle priorità verso le quali rivolgere lo sguardo, né ricercare ulteriori strumenti legislativi, salvo la necessità di addivenire al più presto alla redazione del “Testo Unico sulla sicurezza”; ma che sia sufficiente impegnarsi a diffondere una cultura della sicurezza, oggi quasi inesistente, attraverso la formazione diffusa degli addetti ai lavori: tecnici, imprenditori, lavoratori, al fine di fornire modalità ed organizzazione del lavoro tali da fare in modo che il lavoro eseguito per mettere in atto le prescritte misure di sicurezza debba essere considerato parte integrante della modalità di realizzazione dell’opera e non semplicemente qualcosa da fare extra solo per dare una parvenza di regolarità per evitare sanzioni.
È dimostrato che adottare una modalità di lavoro che preveda nel contesto anche l’attività da dedicare alla sicurezza, non ha tempi significativamente diversi da quella che non tiene conto di tale importante attività. Accanto a tale attività di cultura generale devono necessariamente essere messi in atto controlli da parte degli enti preposti ASL e ispettorato del lavoro che siano sistematici ed efficaci; tali controlli, oltre ad avere una funzione di repressione, saranno soprattutto utili come strumento di deterrenza.
Se si sa che c’è chi controlla, ci si mette in regola.
Far funzionare quello che già abbiamo è già di per sé una grande azione preventiva ed è quanto l’IDV intende promuovere sia a livello Regionale che Nazionale.















